Passi nell’Avvento – Accogliersi per Accogliere

Mi è capitato di leggere un articolo che citava una parte di una lettera che Carl Jung, una delle principali figure intellettuali del pensiero psicologico, psicoanalitico e filosofico, scrisse a un amico cristiano. Mi è sembrata degna di riflessione proprio perché apre ad una lettura interessante sul concetto di accoglienza:

 

“Vi ammiro voi cristiani, perche identificate Cristo con il povero e il povero con Cristo e quando date del pane ad un povero sapete di darlo a Gesù. Ciò che mi e più difficile comprendere è la difficoltà che avete di riconoscere Gesù nel povero che è in voi. Quando avete fame di guarigione o di affetto, perché non lo volete riconoscere? Quando vi scoprite nudi, quando vi scoprite stranieri a voi stessi, quando vi ritrovate in prigione e malati, perché non sapete vedere questa fragilità come la persona di Gesù in voi?

 

Ospitando un mendicante, perdonando chi mi ha offeso, arrivando perfino ad amare un mio nemico nel nome di Cristo, do prova senza dubbio di grande virtù …

 

Ma se io dovessi scoprire che il più piccolo di tutti, il più povero di tutti i mendicanti, il più sfacciato degli offensori, il nemico stesso è in me … che sono io stesso ad aver bisogno dell’elemosina della mia bontà, che io stesso sono il nemico da amare … allora che cosa accadrebbe?

 

Non vedete che c’è un malato anche dentro di voi? Che anche voi siete chiusi in una prigione di paure? Che ci sono cose strane in voi, violenze, angosce, cose che non controllate e che sono estranee alla vostra volontà? C’è uno straniero dentro di voi e dovete accoglierlo, non metterlo alla porta, non negare la sua esistenza, sapere che c’è, accoglierlo e vedere in lui Gesù.”

 

Penso che queste parole si commentino da sole.

 

Se “nulla di ciò che è umano mi è estraneo” come diceva lo scrittore latino Terenzio, allora è vero che

 

quando incontro la rabbia, la paura, la solitudine degli altri, in realtà incontro e vedo un pezzo di me.

 

Accogliere se stessi ed accogliere gli altri sono due cose legate indissolubilmente.

 

Cosa ci guadagno io dal fare spazio agli altri, dal perdonare chi mi fa un torto, dal capire chi sbaglia? Forse ad accogliermi e a ricominciare quando mi ritroverò triste e arrabbiato davanti alle mie miserie.

 

E questo non è poca cosa.

 

Accogliersi è quella porta stretta che conduce alla vita di cui parla Gesù nel Vangelo.

 

Come si fa ad essere pronti, ad essere preparati ad accogliere? Accogliendo, aprendo la porta, abbracciando gli altri nel giorno in cui ne hanno bisogno.

 

La vita ci offre tante occasioni. Custodisce quello che seminiamo e al momento opportuno ci restituisce frutti in abbondanza e ci dice: «non ti devi scoraggiare. Si presenteranno altre occasioni e potrai sempre ricominciare».

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