Le cinque direzioni del rispetto

Mi piace pensare alla quaresima anche come un aiuto per “tornare umani”.

 

Un articolo che ho letto tempo fa’ metteva al centro una parola spesso citata, ma mai sufficientemente esplorata: rispetto.

 

Ve lo propongo a puntate, sperando di aiutare il cammino spirituale e umano di ognuno.

 

“Come una stella.” È l’immagine che ispira l’autore per entrare nel cuore di questa parola. «Disegniamo una stella e su ogni punta una di­mensione differente: rispetto per me, per te (il prossimo), per noi (la comunità), per il mondo in cui vivo (la natura) e per il divino (la parte spirituale)».

 

Tutto il suo percorso sul rispetto si è così orientato su questi cinque punti.

 

IL RISPETTO PER SÉ

 

«Il rispetto per sé stessi ha molto a che fare con l’immagine di sé che ognuno ha. Spesso abbiamo una immagine di noi o troppo stretta o troppo elevata. Avere rispetto per sé stessi è un cammino di li­berazione: liberarsi da un’immagine trop­po stretta di sé, uscendo dal solco e dal binario su cui si cammina “di solito” per mettersi in ascolto del nuovo».

 

«Il primo passo è il silenzio: in calma e solitudine saper vedere cosa ci insegna la giornata e la vita. E qui trovare la nuo­va immagine di sé, rispettando i propri bisogni. Passo successivo è desiderare: rispettare i desideri di vita, di gioia, nella corporeità e nello spirito. I desideri riguar­dano la qualità del nostro essere, e porta­no alla danza con la vita. Siamo chiamati a comprendere e ab­bracciare i nostri de­sideri, anche quelli che si manifestano attraverso il corpo: il corpo è il nostro tempio, non solo un trattore che ci permette di lavorare.

 

Altro passo: vai verso la tua essenza, ver­so ciò che sei. É la parte divina dentro di noi: tornare dentro ci porta su quel fondo dove la vita viene generata. Far nascere rispetto per questa sorgente, quella che Santa Teresa chiama “la stanza nuziale del castello dell’anima”.»

 

(Paolo Costa, Incontro con Wolfgang Fasser)